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Luci di Natale: il filo che unì la strada
Un racconto originale sulle luci natalizie: una strada resta al buio e gli abitanti collaborano per trovare una soluzione sicura e condivisa.

Racconto originale di Natale.
La strada al buio
La via dei Tigli aveva una tradizione: ogni famiglia accendeva una piccola decorazione alla finestra. Quell’anno, però, l’ultima fila di case rimase al buio. Un temporale aveva danneggiato una presa esterna e il comitato di quartiere decise di non riaccendere l’impianto finché un elettricista non l’avesse controllato.
Leo era deluso. Aveva preparato stelle di carta per i vicini e immaginava la strada tutta luminosa. La sua mamma gli spiegò che una decorazione non valeva il rischio di usare cavi rovinati. Leo portò le stelle al parco, dove c’era un albero senza addobbi.
Un’idea senza corrente
La bibliotecaria propose di appendere le stelle a un filo tra due pali, lontano dai passaggi. I bambini le colorarono con matite fluorescenti e i genitori aggiunsero piccoli riflettori manuali, senza collegamenti elettrici. Al tramonto, la luce dei lampioni le faceva brillare.
Una vicina portò una lanterna a batteria certificata per uso esterno; un’altra preparò una tisana per chi lavorava. Nessuno collegò prolunghe o improvvisò riparazioni. Il mattino dopo arrivò l’elettricista e indicò come sistemare l’impianto prima dell’anno successivo.
La stella più luminosa
Leo scoprì che la sua stella preferita non era quella più grande, ma quella appesa più in basso, all’altezza degli occhi dei bambini. Quando la strada tornò illuminata, conservarono comunque le stelle di carta: erano diventate parte della festa.