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Tra fiocchi e luminarie: il presepe di carta
Un racconto originale di Natale: una classe prepara un presepe di carta inclusivo e trova un modo per far partecipare tutti i compagni.

Racconto originale di Natale.
Un progetto per la classe
La maestra propose alla classe di preparare una decorazione per l’atrio. Alcuni bambini volevano costruire un presepe, altri preferivano un paesaggio innevato. Karim non sapeva quale idea scegliere: a casa sua non si festeggiava il Natale, ma gli piaceva lavorare con carta e colori.
«Possiamo fare qualcosa dove ci sia spazio per tutti?» chiese. La maestra suggerì un grande villaggio di carta, con case, alberi, una piazza e, per chi lo desiderava, anche una piccola scena della Natività. Nessuno sarebbe stato obbligato a disegnare simboli religiosi.
Case diverse, una stessa piazza
Ogni gruppo preparò una casa. Karim costruì una biblioteca con una porta che si apriva; Sofia disegnò il forno; due compagni prepararono una stalla e i personaggi del presepe. Decisero di lasciare una piazza vuota al centro, così i pezzi potessero essere spostati e il villaggio cambiasse a ogni visita.
Per non escludere chi non vedeva bene i colori, aggiunsero forme e parole in rilievo con strisce di cartoncino. La maestra controllò che nessun filo o bordo tagliente sporgesse.
La finestra accesa
Quando terminarono, il villaggio non aveva un’unica storia. I visitatori potevano fermarsi davanti alla biblioteca, alla stalla o alla piazza. Karim aggiunse una finestra gialla alla casa più piccola: «Così sembra che qualcuno sia ancora sveglio».
La classe lasciò la decorazione nell’atrio per tutto l’inverno. Il villaggio di carta ricordava loro che partecipare non significa fare tutti la stessa cosa.