il quarto re
2 Marzo 2021

Il quarto re: la leggenda

By Veronica Balzano


Vi è un’antica leggenda russa che racconta di un quarto re, che si mette in cammino insieme con gli altri tre. Edzard Schaper ha ripreso questa leggenda e le ha dato una forma magistrale. Questo quarto re ha portato come dono per il bimbo divino tre brillanti pietre preziose. Era il più giovane dei quattro e a nessuno ardeva in petto una nostalgia più grande della sua. Mentre camminava udi improvvisamente i singhiozzi di un bambino. Vide nella polvere “un bimbetto, inerme, nudo, che perdeva sangue da cinque ferite rosse. Questo bambino era particolarmente strano, così tenero ed inerme, che il cuore del giovane re si riempì di ardente compassione”. Lo sollevò e cavalcò indietro sino al villaggio che si era appena lasciato alle spalle. Là nessuno sapeva niente del bambino. Cercò una balia e le diede una delle pietre preziose, per assicurare la vita del bambino. Poi prosegue. La stella gli mostra il cammino. Il bambino inerme lo ha reso sensibile per i bisogni del mondo. Arriva in una città nella quale gli viene incontro un corteo funebre. Un padre di famiglia era morto. Madre e figli avrebbero potuto essere venduti come schiavi. A loro diede la seconda pietra preziosa.

il quarto re

La leggenda del quarto re


Quando riprende il cammino, non riesce più a trovare la stella. E tormentato dal dubbio di essere stato infedele alla sua chiamata. Poi, improvvisamente, la stella torna a splendere. Lo conduce per un paese straniero nel quale infieriva la guerra. Alcuni soldati avevano raccolto gli uomini di un villaggio per ucciderli. Lui li riscatta con la terza pietra preziosa. Da quel momento non vede più la stella. Poverissimo si aggira per il paese e aiuta persone in necessità. Arriva in un porto proprio mentre un padre viene strappato alla sua famiglia per lavorare come rematore su di una galea per scontare dei debiti. Offre se stesso e lavora a lungo come rematore. La stella sorse allora nella sua anima: “Questa luce interiore lo colmava sempre più ed ebbe la calma certezza di essere in ogni modo sulla strada giusta”. I compagni di schiavitù e i padroni percepivano il particolare chiarore di questo uomo. Viene lasciato in libertà. In sogno vede nuovamente la stella ed ode una voce: “Fai in fretta! Sbrigati!”. Nel bel mezzo della notte si alza. La stella risplende e lo conduce alle porte di una grande città. Viene trascinato dalla folla su di un colle sul quale si trovano tre croci. La sua stella brilla sulla croce di mezzo. “Allora incrociò lo sguardo dell’uomo che stava appeso alla croce.

Lo stupore del re

Quest’uomo doveva aver sentito tutta la sofferenza, tutto il tormento della terra: questo diceva il suo sguardo. Come anche tutta la misericordia e un amore infinito. Le sue mani, attraversate da chiodi, erano rattrappite per il dolore. Da queste mani martirizzate, però, partivano dei raggi. D’un lampo il re ebbe chiara coscienza: è questa la meta, verso la quale ho pellegrinato tutta la vita. Questi è il re degli uomini e il salvatore del mondo, per il quale mi sono consumato di nostalgia, colui che mi si è fatto incontro in tutti gli affaticati e gli oppressi”. Il re cade in ginocchio sotto la croce. Tre gocce di sangue cadono sulle sue mani. Erano più brillanti delle tre pietre preziose. Quando Gesù muore con un grido, anche il re muore insieme a lui. “Il suo volto, anche nella morte, era rivolto al Signore e vi risplendeva una luce come da una stella raggiante”.


Ogni volta che leggo questa leggenda, mi tocca profondamente. Forse dice anche a te qualcosa del mistero del Natale. Troppo spesso non riesci a veder brillare una stella. In te c’è il buio. Tu dubiti di essere sul giusto cammino. Eppure, se ti affidi alla vita, così come Dio ti chiede, agli altri che fiancheggiano il tuo cammino, se sei pieno di misericordia, un bel giorno la stella brillerà in te e tu troverai il bambino divino in ogni volto umano cui ti volgi e alla cui ricerca tu offri risposta.

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