I magi aprono i loro scrigni ed offrono al bimbo oro, incenso e mirra. Fin dall’inizio si sono interpretati questi doni in svariati modi. Ireneo di Lione, nel il secolo, vede espressa nell’oro la dignità regale del bambino, nell’incenso la sua divinità e nella mirra la sua morte in croce. Per Karl Rahner l’oro rimanda al nostro amore, l’incenso alla nostra nostalgia e la mirra ai nostri dolori. Egli, quindi, vede nei doni non figure del mistero del bimbo divino, ma segni del nostro amore, dei nostri comportamenti umani che rispondono al Dio fattosi uomo.

La Legenda aurea conosce anche altre interpretazioni. I re hanno offerto oro per la povertà di Maria, “incenso contro il cattivo odore della stalla, mirra per rafforzare le membra del bambino e per cacciare i vermi cattivi”. O ancora: l’oro indica la divinità, l’incenso l’anima devota e la mirra il corpo puro, poiché protegge da ogni impurità. Evidentemente gli antichi provavano un certo piacere nell’esercitare, a proposito di questi doni, tutta la loro fantasia.

I doni dei magi: l’oro


L’oro ha sempre affascinato gli esseri umani. Gli antichi parlano dello splendore dorato degli dei. Per Clemente di Alessandria la sapienza di Cristo, in quanto sapienza del Lògos immortale, è l’oro regale. L’oro viene purificato con il fuoco. Nulla può essere mescolato ad esso. Da sempre l’oro viene usato nel culto. L’oro spetta agli dei. L’oro indica non solamente la natura divina del bambino nella mangiatoia, ma rimanda anche allo splendore aureo della nostra anima. Noi non siamo semplicemente figli di questa terra, ma anche figli del cielo. La nostra anima rispecchia lo splendore aureo di Dio. Nel nostro volto risplende la gloria di Dio. Nella nostra anima abbiamo parte allo splendore di Dio.

L’incenso

L’incenso è usato in molte culture come profumo gradevole. Si tratta di una sostanza che sale verso il cielo è figura della nostra preghiera che sale verso Dio, figura della nostra nostalgia che supera la nostra vita quotidiana. La nostra nostalgia sale come incenso verso il cielo. Non si lascia imbrigliare qui sulla terra. Possiede la leggerezza dell’incenso. Passa anche attraverso qualsiasi porta chiusa. Apre il nostro cuore e lo dilata. L’incenso ha un buon profumo. Riempie la nostra vita di un profumo carico di mistero, di un sapore divino.

Quando mi sono trovato sul monte Athos, mi ha affascinato il particolare odore dell’incenso che vi si usa. Le chiese profumano di questo odore. Ne nasce subito un senso di mistero, di accoglienza, di sicurezza, di nostalgia ed amore. Questo incenso sale lentamente, ma lascia dietro di sé in tutta la stanza un particolare profumo. Lo respiro in piena coscienza e mi sento toccato dal sapore divino. Alcuni profumi subito mi riportano a coscienza particolari sentimenti del passato. Il profumo della paglia mi ricorda le vacanze. L’esperienza della vacanza non è presente solamente nella testa, ma in tutto il corpo. Lo stesso mi accade con l’incenso. Letteralmente vi respiro la presenza misteriosa di Dio, la percepisco con tutto il mio corpo.

La mirra


La mirra per gli antichi è un’erba del paradiso. Rimanda allo stato paradisiaco, del quale noi tutti abbiamo nostalgia. La mirra è nello stesso tempo un medicamento, un medicamento per le nostre ferite. Nel dono della mirra innalziamo le nostre ferite a Dio. Portiamo a lui quanto di più prezioso abbiamo, le molte ferite della nostra storia. Le ferite ci hanno scavato. Ci hanno costretto a prendere distanza dalla ricchezza esteriore. La realtà più preziosa che abbiamo è un cuore che è capace di amare. Le ferite ci hanno messo in contatto con il nostro cuore. Noi portiamo al bambino divino il nostro cuore dolorante e ferito, nella fiducia che egli guarirà e trasformerà queste ferite. Quando noi offriamo al bimbo divino la nostra storia ferita e danneggiata, riusciamo ad intuire che tutto è bene. Non litighiamo oltre con le nostre ferite.

Passando per le nostre ferite arriviamo all’amore che risplende per noi nel bambino divino. Allora, nonostante le difficoltà esterne ed interiori, siamo veramente in paradiso.

Oro incenso e mirra: scegli il tuo dono


Scegli il dono che corrisponde a te e alla tua situazione del momento, portalo al bambino divino. Fatti guidare dall’immagine che meglio ti corrisponde. Ti condurrà al bambino. L’immagine ti aiuterà a prostrarti di fronte a colui presso il quale ti puoi sentire a casa e a dimenticarti di te stesso, per essere libero, smettendola di girare attorno a te stesso. Quando ti dimentichi, sei veramente te stesso, sei davvero libero.

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