L’uomo moderno


Ammesso che un uomo moderno, vivente nel nostro tempo creda, il conforto e il comando da lui ricevuti senza tanta apparenza, con altrettanto scarsa vistosità, ma con vera certezza dovrebbero consistere nella concessione e nel comando di passare, in modo del tutto alieno dalle determinazioni “di principio”, in qualche luogo dove ora egli non è e non può essere. Princìpi, concezioni del mondo, convinzioni e cose simili non sono certo in sé il segno dell’incredulità. Possono, come diceva volentieri il parroco e scrittore svizzero Hermann Kutter, morto l’anno scorso, rendere servizi utili alla vera vita come “sostegni”. Il loro valore e la loro autorità devono però avere un limite. L’uomo potrebbe non solo avere dei princìpi, ma dovrebbe anche potere non averne.

L’uomo moderno e la fede

Ora, l’eterna luce che è venuta nel mondo nella stalla di Betlemme è, in ogni caso, se la testimonianza al riguardo è vera, la realtà più ribelle ai princìpi che si possa pensare: il fatto che Dio si sia fatto uomo infrange tutti i sistemi, per quanto si sia spesso tentato di includercelo. Non si può motivare ciò con delle ragioni naturali o logiche o giuridiche o storiche; è vero come l’eterna luce che, a differenza di tutte le nostre luci, non ha bisogno di alimentazione né di candeliere. È vero come la misericordia che ci viene usata. Ed ora, potrebbe essere che l’uomo tedesco moderno credesse e che il suo credere fosse la fede in questa eterna luce e che egli poi, in qualche posto dove finora non era stato, potesse passare in modo totalmente non conforme a princìpi. Non ne avrebbe particolarissimo bisogno?

I principi di fede dell’uomo moderno

La fede senza riserve in princìpi di ogni sorta non dovrebbe essere la particolare forma tedesca dell’incredulità? Dove nel mondo intero, se non nel paese fra la Mosa e il Niemen, ciascuno reputa con tanta salda fede il suo sostegno come l’albero della conoscenza e della vita, e fa a sé ed agli altri tanto male – non per cattiveria, ma per sacra convinzione? Dove potrebbe essere così necessario e salutare un ” disarmo ” spirituale generale? Se l’uomo tedesco moderno credesse, credesse alla Sacra Scrittura, imparerebbe certamente a pensare con minor solennità alle sue convinzioni – e il suo sostegno certo non lo spezzerebbe né lo butterebbe via, ma lo restituirebbe al suo uso naturale. Rivolgerebbe il timore, l’amore e la fiducia, che egli ora spreca nei sistemi, a Quello cui soltanto appartengono e che non si può ridurre ad alcun sistema. Ed allora diventerebbe – che ” nuovo splendore ” sarebbe! – caritatevole.

Il messaggio natalizio per l’uomo moderno

Il nostro Presidente ha ordinato ai partiti politici di festeggiare con ferie il periodo del Natale, sperando forse che ciascuno riflettesse se non dovesse anzitutto credere! Lo stesso conforto e lo stesso comando del messaggio natalizio dell’uomo moderno potrebbero poi significare pure che noi potremmo essere, invece che poco pratici, pratici. Nella più stretta relazione col diventare non con formi a princìpi! Se si seguono troppo rigidamente i princìpi, non ci si incontra e non rimane altro da fare che colpirsi reciprocamente in viso, poi, la cosa più ovvia che si dovrebbe fare insieme, può non compiersi, o svolgersi solo malamente, e poi, con tutta la santità delle diverse convinzioni, si è poco pratici. Se Dio avesse voluto agire verso di noi secondo princìpi, come Egli poteva fare e come noi meritavamo ad esuberanza, non avrebbe potuto calcolatamente farsi uomo.

Ma Egli era ed è misericordioso, e perciò nel Cristo venne in mezzo a noi, proprio in mezzo a noi, con cui egli non avrebbe potuto affatto incontrarsi a causa della sua santità! Con cui, a causa della nostra debolezza e della nostra cattiveria, una cooperazione era, per Lui, assolutamente esclusa!

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