La ghirlanda di Natale: significato e storia

La ghirlanda di Natale è tra i principali simboli noti alla tradizione festiva natalizia. Tutti posizionano ghirlande di diverse forme e dimensioni per allestire e decorare la casa durante il periodo natalizio ma quanti conoscono il reale significato di questo simbolo? Quindi, cos’è la ghirlanda di Natale? La ghirlanda di Natale: significato Il termine ghirlanda … Leggi tutto

Come nascono le luci di Natale

Come nascono le luci di Natale. Decorare interni ed esterni durante il periodo Natalizio richiede tanta inventiva e creatività. Le luci natalizie sono fondamentali per l’allestimento dell’albero di Natale ma non solo. Quando si addobba l’albero bisogna scegliere con cura tutti i decori e gli allestimenti poiché grazie ad essi è possibile conferire alla casa … Leggi tutto

La festa della purificazione

La festa della purificazione. A Gerusalemme, quaranta giorni dopo Natale, a partire dal secolo v si celebrava una festa speciale. Era detta la festa dell’incontro o della purificazione. A Roma si celebrava in questo giorno la presentazione di Gesù al tempio. La pietà popolare ha sempre collegato questa festa a Maria e l’ha, quindi, chiamata messa della luce di Maria (Candelora). In altri tempi, con questa festa terminava il tempo di Natale. La riforma liturgica ha abbreviato il tempo di Natale, che termina oggi con la festa del battesimo di Gesù.

A Roma per la festa della presentazione del Signore si faceva una solenne processione di luci. Probabilmente la chiesa vi ha ripreso una processione di purificazione d’origine pagana, visto che a Roma all’inizio di febbraio queste processioni erano usuali. Così, anche in questo caso, si possono riconoscere le radici pagane della festa. Mostrano che la festa per i cristiani aveva un significato archetipo. Che cosa, però, questa festa può dire a noi oggi?

La festa della purificazione: significato

La festa della purificazione


È la festa dell’incontro tra Maria e il canuto Simeone. Simeone prende il bimbo in braccio e loda Dio con queste parole: “I miei occhi hanno visto la salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele” (Lc 2,30). Tra i miei rituali di questa giornata, ascolto la cantata di Bach che si intitola Ich habe genug [Questo mi basta] .

La festa della purificazione

Vi si sente: “Questo mi basta, ho il redentore, la speranza dei pii, venuto tra le mie braccia bramose. Questo mi basta! L’ho visto, la mia fede ha impresso Gesù nel mio cuore”. Quaranta giorni dopo Natale, in queste parole appare chiaro il senso della festa. Se io ho veramente meditato Gesù in queste settimane e l’ho preso tra le mie braccia, questo mi basta, posso lasciare perdere le molte realtà che altrimenti mi bloccano. Il Natale mi restituisce al quotidiano. Con Cristo nel mio cuore posso affrontare la vita di ogni giorno in altro modo. Nei suoi canti, la liturgia dà espressione anche ad un altro aspetto di questa festa. Lo si trova nell’antifona che è cantata durante la processione della luce: «Adorna la tua camera sponsale, Sion, ed accogli Cristo re. Abbraccia Maria, la porta del cielo, poiché porta il re dell’eterna luce».

Il messaggio della festa

La festa della purificazione

La festa ci invita ad accogliere Cristo nella stanza interiore del nostro cuore. Il nostro cuore è qui descritto come stanza sponsale. Le nozze tra Dio e l’uomo avvengono quando facciamo entrare Cristo nella stanza centrale del nostro castello interiore, come Teresa d’Avila chiama la stanza sponsale dell’anima umana. Nella festa lo si esprime con la processione della luce. All’inizio dell’eucaristia la comunità si raduna nella chiesa buia. Il sacerdote benedice le candele e le accende. Poi tutti avanzano con le candele accese nella chiesa.

La festa della purificazione

E’ un’immagine del fatto che la luce di Gesù Cristo avanza nel tempio del nostro cuore e illumina tutto ciò che vi è ancora di buio e di irredento.
Molte comunità cercano di celebrare questa festa in modo nuovo. Difatti, sentono che ha qualcosa di essenziale da dire alla nostra vita.

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Oro incenso e mirra

Oro incenso e mirra. È difficile immaginare un profumo più antico dell’incenso e della mirra. L’aroma è stato associato agli dei per secoli, indossato dai re in omaggio o usato come offerta nei templi delle dee della fertilità come Ishtar che si credeva potesse dare fortuna – non solo perché era bella ma anche perché questo tipo di pianta sarebbe cresciuta bene su qualsiasi terreno che avesse ricevuto abbastanza acqua piovana durante la stagione della semina!

I magi aprono i loro scrigni ed offrono al bimbo oro, incenso e mirra.

Il santo bambino è immerso nella luce mentre giace su un letto di fiori aromatici davanti a due figure vestite interamente di bianco che sembrano un coro che canta la lode a Dio stesso o alle Dee a seconda della prospettiva; l’antica tradizione esige riverenza per questi doni dati dai reali – anche se ciò significa la morte!

Fin dall’inizio si sono interpretati questi doni in svariati modi. Ireneo di Lione, nel il secolo, vede espressa nell’oro la dignità regale del bambino, nell’incenso la sua divinità e nella mirra la sua morte in croce. Questi vide che l”umanità di Cristo fu espressa in oro e mirra per onorare la sua divinità. Su una croce all’interno di questo tempio Gesù morì per i nostri peccati come sacrificio espiatorio – la stessa cosa che visse prima ancora di essere concepito da Maria (Salomè).

Oro incenso e mirra e i loro significati

Per Karl Rahner l’oro rimanda al nostro amore, l’incenso alla nostra nostalgia e la mirra ai nostri dolori.

Per lui tutte e tre le parole si riferivano non solo alle loro proprietà fisiche ma anche a qualcosa di più astratto – l’amore nell’oro che riflette il nostro desiderio come un sole della sera sull’acqua; i dolori resi manifesti profumandosi con le spezie come per ungere (qui l’ampiezza viene prima della profondità) o battezzandoli Completamente immersi nella sofferenza di Cristo perché anch’io la possa condividere”

Egli, quindi, vede nei doni non figure del mistero del bimbo divino, ma segni del nostro amore, dei nostri comportamenti umani che rispondono al Dio fattosi uomo.

Oro incenso e mirra

La Legenda aurea conosce anche altre interpretazioni. I re hanno offerto oro per la povertà di Maria, “incenso contro il cattivo odore della stalla, mirra per rafforzare le membra del bambino e per cacciare i vermi cattivi”. O ancora: l’oro indica la divinità, l’incenso l’anima devota e la mirra il corpo puro, poiché protegge da ogni impurità.

Evidentemente gli antichi provavano un certo piacere nell’esercitare, a proposito di questi doni, tutta la loro fantasia. In molte culture, l’oro è usato per indicare la divinità e l’incenso segna una persona che si sforza per la pietà. La mirra ci ricorda che la purezza in questo mondo dovrebbe essere curata sopra ogni cosa – non solo mentre siamo vivi ma anche dopo, quando i nostri corpi si saranno decomposti nelle loro parti componenti di terra o di letame rispettivamente!

I doni dei magi: l’oro

Oro incenso e mirra


L’oro ha sempre affascinato gli esseri umani.

L’oro ha sempre affascinato gli esseri umani. Dalla prima volta che l’uomo ha scoperto il luccichio nel cibo al suo uso come moneta, l’oro è stato un bene prezioso che ha significato ricchezza e prosperità per i secoli a venire.
Il colore giallo evoca anche pensieri di felicità – che può avere qualcosa a che fare con il motivo per cui molte culture lo hanno usato nel corso della storia su cose come ponti o templi in modo che la gente attraversasse in modo sicuro senza preoccuparsi di rimanere bloccati sotto di loro!

Gli antichi parlano dello splendore dorato degli dei. Per Clemente di Alessandria la sapienza di Cristo, in quanto sapienza del Lògos immortale, è l’oro regale. L’oro viene purificato con il fuoco. Nulla può essere mescolato ad esso. Da sempre l’oro viene usato nel culto. L’oro spetta agli dei.

L’oro era ricco, divino e sacro nelle culture antiche di tutto il mondo – è usato ancora oggi per la decorazione perché la gente sa quanto è bello questo metallo!

L’oro indica non solamente la natura divina del bambino nella mangiatoia, ma rimanda anche allo splendore aureo della nostra anima.

Il mondo è stato creato in oro, e le nostre anime riflettono questa qualità divina.
Nell’immagine della nascita di Cristo da Maria per tutti noi è un segno che anche noi possiamo avere una luce pura che risplende su di noi – ha solo bisogno di un po’ di aiuto per far risplendere quelle nuvole scure.

Noi non siamo semplicemente figli di questa terra, ma anche figli del cielo. La nostra anima rispecchia lo splendore aureo di Dio. Nel nostro volto risplende la gloria di Dio. Nella nostra anima abbiamo parte allo splendore di Dio.

Oro incenso e mirra, questi i tre doni fatti dai re Magi al Bambin Gesù.

L’oro dato a Gesù è uno dei doni più conosciuti nella storia. Sarebbe difficile per chiunque non sappia cosa significhi o perché sia importante, ma vi dico subito che ci sono alcune teorie piuttosto interessanti su come queste monete siano nate e da dove provengano!
Molte persone pensano che sia perché è stato incaricato da Dio stesso – dopo tutto, quando Gesù inizia a lavorare, i poteri dietro di lui sono più potenti del solito. Altre spiegazioni dicono che forse qualcuno ha cercato di dargli un premio?


L’incenso

Oro incenso e mirra

L’incenso è usato in molte culture come profumo gradevole.

L’incenso è un antico profumo arabo che è stato usato in molte culture per dare odori piacevoli. Deriva dalla Cannabis sativa, che era sacra sia per gli egiziani che per i fenici perché serviva sia come cibo per la vita che per altri usi come fare tinture o profumi”.

Gli incensi sono usati ritualisticamente da varie religioni in tutto il mondo, compreso il buddismo, dove vengono accesi durante i rituali di morte o le sessioni di preghiera come parte di certe cerimonie. Alcuni indù credono che bruciarli porti fortuna mentre altri pensano che porti sfortuna se non viene fatto correttamente.

Oro incenso e mirra

Parlando dell’incenso possiamo dire che si tratta di una sostanza che sale verso il cielo è figura della nostra preghiera che sale verso Dio, figura della nostra nostalgia che supera la nostra vita quotidiana. La nostra nostalgia sale come incenso verso il cielo. Non si lascia imbrigliare qui sulla terra. Possiede la leggerezza dell’incenso. Passa anche attraverso qualsiasi porta chiusa. Apre il nostro cuore e lo dilata. L’incenso ha un buon profumo. Riempie la nostra vita di un profumo carico di mistero, di un sapore divino.

Quando mi sono trovato sul monte Athos, mi ha affascinato il particolare odore dell’incenso che vi si usa. Le chiese profumano di questo odore. Ne nasce subito un senso di mistero, di accoglienza, di sicurezza, di nostalgia ed amore. Questo incenso sale lentamente, ma lascia dietro di sé in tutta la stanza un particolare profumo. Lo respiro in piena coscienza e mi sento toccato dal sapore divino.

Alcuni profumi subito mi riportano a coscienza particolari sentimenti del passato. Il profumo della paglia mi ricorda le vacanze. L’esperienza della vacanza non è presente solamente nella testa, ma in tutto il corpo. Lo stesso mi accade con l’incenso. Letteralmente vi respiro la presenza misteriosa di Dio, la percepisco con tutto il mio corpo.

La mirra


La mirra per gli antichi è un’erba del paradiso.

La mirra veniva usata come incenso nei templi e il suo odore dolce poteva indurre il sonno, così la gente spesso ne teneva un po’ a portata di mano per gli ospiti di benvenuto o per accogliere i bambini che tornavano a casa dopo lunghi viaggi all’estero:
1) Gli antichi egizi apprezzavano questa spezia perché pensavano che 1/5thmln di divinità risiedessero all’interno di ogni grano; 2) una volta si credeva che gli angeli portassero questi vasi fuori dall’inferno 3); ai soldati romani venivano dati balsami mescolati all’incenso durante la battaglia

Rimanda allo stato paradisiaco, del quale noi tutti abbiamo nostalgia. La mirra è nello stesso tempo un medicamento, un medicamento per le nostre ferite. Nel dono della mirra innalziamo le nostre ferite a Dio. Portiamo a lui quanto di più prezioso abbiamo, le molte ferite della nostra storia. Le ferite ci hanno scavato. Ci hanno costretto a prendere distanza dalla ricchezza esteriore. La realtà più preziosa che abbiamo è un cuore che è capace di amare.

Le ferite ci hanno messo in contatto con il nostro cuore. Noi portiamo al bambino divino il nostro cuore dolorante e ferito, nella fiducia che egli guarirà e trasformerà queste ferite. Quando noi offriamo al bimbo divino la nostra storia ferita e danneggiata, riusciamo ad intuire che tutto è bene. Non litighiamo oltre con le nostre ferite.

Passando per le nostre ferite arriviamo all’amore che risplende per noi nel bambino divino. Allora, nonostante le difficoltà esterne ed interiori, siamo veramente in paradiso.

Oro incenso e mirra: scegli il tuo dono

Oro incenso e mirra i doni fatti a Gesù


Scegli il dono che corrisponde a te e alla tua situazione del momento, portalo al bambino divino. Fatti guidare dall’immagine che meglio ti corrisponde. Ti condurrà al bambino. L’immagine ti aiuterà a prostrarti di fronte a colui presso il quale ti puoi sentire a casa e a dimenticarti di te stesso, per essere libero, smettendola di girare attorno a te stesso. Quando ti dimentichi, sei veramente te stesso, sei davvero libero.

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